Questo resoconto storico è stato curato dalla dott.ssa Cecilia Cavalca, storica dell’arte; supporta, come consulente culturale, molte delle nostre iniziative fin dalla nascita della nostra associazione. Qui trovate il link per la descrizione completa. Storia

circa 1700-1350 a.C. Terramara età del bronzo

Le prime tracce di insediamenti umani nella zona dell’abbazia risalgono all’età del bronzo, quando qui si svilupparono i villaggi terramaricoli.

1033 Fondazione monastero benedettino

Il marchese Adalberto II degli Obertenghi e la moglie Adelaide fondano l’abbazia e la affidano ai Benedettini, dando inizio alla sua lunga storia.

circa 1486 Passaggio agli Olivetani

I monaci Olivetani subentrano ai Benedettini, dando avvio a interventi di ristrutturazione ed ampliamento del sito monastico

1948 Diocesi di Fidenza

L’abbazia viene affidata alla Diocesi di Fidenza, che ne riprende la gestione pastorale e ne promuove la tutela

2025 Luogo del cuore FAI

Grazie al voto di migliaia di sostenitori, l’abbazia entra nei “Luoghi del cuore FAI”, riconoscimento nazionale che ne valorizza storia e identità.

Dalle origini al Romanico

L’area dell’abbazia sorge su un lieve rilievo già abitato in età protostorica; in epoca altomedievale qui prese forma un primo complesso fortificato. La fondazione del monastero di Castione Marchesi si lega al ramo Adalbertino degli Obertenghi, vale a dire i capostipiti dei Pallavicino che elevarono Busseto a capitale della loro marca. Nel 1033 il marchese Adalberto II degli Obertenghi (capostipite dei Pallavicino) e la moglie Adelaide lo affidarono ai Benedettini. La carta di fondazione, conservata in copia all’Archivio di Stato di Mantova, attesta un patrimonio consistente; nel 1049 una bolla di papa Leone IX ne confermò i beni.

Nel 1143 papa Innocenzo II pose il monastero sotto protezione apostolica, sancendone l’autonomia dal vescovo di Parma; l’anno seguente Lucio II ne confermò i privilegi. Tra il 1112 e il 1116, tuttavia, il complesso subì gravi danni per i conflitti dell’epoca e per un violento terremoto.

La chiesa romanica di Santa Maria Assunta assunse le forme attuali entro la metà del XII secolo, per opera dei monaci. Il complesso comprendeva la chiesa, il monastero con chiostro quadrilatero e un rivellino fortificato d’accesso.

Dal Quattrocento all’età moderna

Nel 1485 – 1486 subentrarono ai Benedettini i monaci Olivetani, inaugurando una nuova stagione di vita monastica e di rinnovamenti

Nel 1764 il ministro ducale Guillaume du Tillot decretò l’allontanamento dei religiosi; con la soppressione napoleonica (1810) gli edifici furono incamerati dallo Stato: l’antica abbazia fu destinata a azienda agricola degli Ospizi Civili di Parma; gli immobili furono venduti ai privati e gli arredi andarono dispersi

Età contemporanea

La chiesa fu chiusa dal Genio Civile dal 1952 al 1958 e privata del pavimento allo scopo di consolidarne la struttura; durante i lavori furono rinvenuti importanti lacerti di mosaico pavimentale policromo di epoca medievale. Nel 1955 il monastero tornò a patrimonio ecclesiale e nel 1959 al parroco fu riconosciuto il titolo di abate

Identità e tutela

Oggi la chiesa di Santa Maria Assunta è parrocchiale e il complesso monastico – pur segnato dalle vicende storiche – è oggetto di iniziative di valorizzazione culturale e apertura al pubblico. L’abbazia è riconosciuta come Luogo del FAI, che ne documenta le origini (1033), le conferme pontificie e le calamità medievali, mentre Comune e Diocesi ne custodiscono la memoria e promuovono la fruizione.